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13 April -IL Gigiat-Fra gli esseri mostruosi e leggendari di cui la fantasia contadina ha popolato selve, boschi ed alpi, il Gigiàt della Val Masino merita sicuramente un posto d’onore. La sua figura è, però, abbastanza indeterminata, ed unisce in sé tratti comico-grotteschi ed orripilanti. Il problema sta nelle fonti: ben pochi possono affermare credibilmente di averlo visto, e coloro che ne parlano lo descrivono in termini diversi. Le più accreditate fonti sono sicuramente le guide alpine, gli storici gestori dei rifugi di Val Masino, che da oltre un secolo narrano le sue gesta nelle serate di veglia. Secondo alcuni l’habitat estivo dell’animale è rigorosamente circoscritto alle valli Porcellizzo, del Ferro, Qualido e di Zocca, ma la questione è controversa, perché altri lo estendono anche a sud-ovest, cioè alla valle dell’Oro, della Merdarola e di Spluga, e ad est, cioè alle valli Torrone, Cameraccio e di Preda Rossa, affermando che i Corni Bruciati rappresentano il limite orientale del suo territorio. Pare abbastanza certo che d’inverno scenda sul fondovalle, anche se, per la sua grande rapidità, non viene mai avvistato, se non è lui che lo vuole. Non è certissimo neppure di che animale si tratti: probabilmente è un incrocio fra un caprone ed un camoscio (o stambecco), dal pelo lunghissimo (che si fa tosare ogni primavera) e dalle dimensioni gigantesche, tanto da poter attraversare un’intera valle con pochi balzi. L’aspetto più enigmatico di tutta la faccenda, però, è che, nonostante le sue dimensioni, ben pochi riescono ad avvistarlo, fondamentalmente solo le guide alpine. Altri dicono che non sia poi così gigantesco. In ogni caso il suo identikit ce lo rappresenta con una testa di dimensioni sproporzionate rispetto al corpo, con un naso schiacciato e lunghe corna; le zampe anteriori sono fornite di unghioni, le posteriori di zoccoli prensili; il pelo lungo ed arruffato emana un insopportabile puzzo di caprone selvatico. Questo solo per un po' di culture e per fare la personcina seria! Torno a scrivere dopo il mese di Marzo, forse un tantino eccessivo, non cito nessun evento in particolare, più che altro perchè stento a rimembrare. Colgo l'occasione per salutare l'inverno, oggi ultima bobbata della stagione(a pensarci bene anche prima)...ho imparato una grande lezione: "Mai ma proprio mai buttare un Bob sulla neve in discesa, questo potrebbe fare cosa che stupiscono anche il più navigato degli esseri umani"
Per concludere una domanda che da giorni attanaglia la mia mente: Perchè si dice "in un Baleno"...il baleno è così veloce? Ma non si chiama balena anche il maschio della balena?
Rispondete e toglietemi questi dubbi, vi prego
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